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Sezione interprovinciale di Vercelli, Biella, Novara c/o D.S. Giovanna Taverna - IIS"G.Ferraris" Piazza della Vittoria 3 - 13100 Vercelli 0161257222 - 3805173985 - g.taverna@libero.it |
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:: iniziative :. |
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:: in evidenza :.. |
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assemblea interprovinciale 22.02.2012 13.02.2012 Vercelli – G.Pennisi 25.10.2011 Novara – G.Pennisi 11.07.2011 Vercelli – G.Pennisi incontro di formazione 29.03.2011 seminario
28.02.2011 Vercelli – sicurezza informatica – Anp
Microsoft seminario 08.10.2010 Vercelli – previdenza – G. Coan incontro di formazione 13.07.2010 Vercelli – G.Pennisi seminario 08.03.2010 Vercelli -
Decreto legislativo 150/2009. Il
riordino del II ciclo – A. Piazza, M. Perrini incontro di formazione 25.02.2010 Casale Monferrato (AL) - G.Pennisi Vercelli, Biella – V.Favero incontro di formazione 09.11.2009 Novara - G.Pennisi
Vercelli - Corso propedeutico Concorsi direttivo ed ispettivo - G.Pennisi
seminario 27.04.2009 Novara - indagine Nomisma, carriera dei Docenti, riforma degli Organi interni alla scuola - A.Piazza, Caruso Trino (VC) - La gestione
amministrativa dell’istituto scolastico e la gestione dei rapporti di lavoro
- G.Pennisi seminario 06.11.2008 Trino (VC) - La sicurezza delle scuole (D.Lgs.81/2008) - P.Ferrero, P.Pieri seminario 23-29.10.2008 Torino, Savigliano
(CN) - Le relazioni sindacali - G.Taverna, A.Piazza Arona - La gestione amministrativa dell’istituto
scolastico e la gestione dei rapporti di lavoro - G.Pennisi Borgomanero - Novità e prospettive nella scuola che cambia - R.Romito Vercelli - Garanzie e
diritti per Dirigenti e Docenti - G.Pennisi Novara - Le relazioni
sindacali - G.Taverna, A.Piazza Arona - La professionalità docente - R.DiMuccio,
G.Taverna simposio 01.03.2007 Novara - La professionalità
docente - A.Piazza Vercelli - La
professionalità docente - G.Taverna, A.Piazza Biella - La nuova previdenza
nella Scuola - G.Coan simulazione
colloquio concorso riservato 22.01.2007 - Vercelli, M.Masuelli,
D.Babboni assemblea incaricati 20.10.2006 Novara - Evoluzione del
sistema pensionistico - G.Coan Vercelli - Tutela
assicurativa Dirigenti, Alte professionalità della Scuola - G.Pennisi Vercelli - Relazioni sindacali, valutazione del Dirigente - V.Favero incontro
con aspiranti incaricati 13.05.2005 Vercelli - G.Taverna Aosta - DL196/2003,
Politiche associative - R.Romito assemblea sindacale 07.07.2004 -
M.Perrini, G.Taverna |
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INCONTRO DI FORMAZIONE tenuto
dall’Avv. Giuseppe Pennisi per
Dirigenti Scolastici e Docenti Il giorno 13 febbraio
2012, ore 14.30-18.30, presso l’IIS “G.Ferraris” di Vercelli, Piazza della Vittoria 3, si
terrà un incontro di formazione destinato a Dirigenti Scolastici e Docenti,
articolato come segue: §
Abolizione del riconoscimento della “dipendenza
da causa di servizio” e relativi effetti §
Posizione, compiti e responsabilità del Dirigente §
Relazioni sindacali e contrattazione integrativa di Istituto con riferimento all’interpretazione autentica
del Decreto Legislativo 150/09 e alla recente giurisprudenza L’incontro è gratuito
ed aperto a tutti, iscritti e simpatizzanti, e rientra nel
quadro delle iniziative della Sezione interprovinciale ANP di
Vercelli, Biella, Novara non solo finalizzate alla preparazione per il
Concorso direttivo, ma anche destinate ai dirigenti in servizio. Al termine della giornata ai partecipanti all’incontro sarà
rilasciato Attestato di partecipazione. ASSEMBLEE PROVINCIALI ANP per l'elezione dei presidenti provinciali e dei delegati al Congresso
regionale Il 28 febbraio 2012, ore 10.00-13.00 si terrà a Torino, c/o ITC “Luxemburg”, il Congresso Regionale Anp per l’elezione del Presidente regionale e del Collegio regionale dei revisori dei conti. Il congresso determinerà anche le linee generali della politica associativa a livello regionale per i successivo triennio. In preparazione dello stesso ciascuna struttura provinciale o interprovinciale deve eleggere i propri delegati che sono stati determinati per il Piemonte in numero di 28 unità: Alessandria: 2 Asti: 1 Cuneo: 4 Torino: 13 Verbania: 2 Vercelli,
Biella, Novara: 4 Nell’assemblea stessa verranno anche eletti i Presidenti provinciali delle diverse realtà territoriali. Le varie assemblee provinciali per eleggere i Presidenti
provinciali e i delegati al Congresso regionale si terranno secondo il
calendario qui riportato: ALESSANDRIA-ASTI: 2 febbraio 2012, ore
11.00-13.00, c/o LS Galilei, Spalto Borgoglio 49, Alessandria CUNEO: 23 gennaio 2012, ore 10.00-12.00,
c/o IIS Vallauri, V. San Michele 68, Fossano TORINO: 15 febbraio 2012,
ore 10.00-12.00 c/o ITC Luxemburg, C.so C. Plinio 6, Torino VERBANIA: 24 febbraio
2012, ore 10.00-12.00 c/o ITCG Ferrini, V. Massara, Verbania Pallanza VERCELLI, BIELLA, NOVARA:
22 febbraio 2012, ore 15.00-17.00 c/o IIS Ferraris,
P.za della Vittoria 3, Vercelli A tutte le assemblee provinciali parteciperà il Presidente regionale Mario PERRINI. L’ordine del giorno delle assemblee è il seguente: 1) Relazione del Presidente Mario Perrini sugli esiti del IX Congresso Nazionale dell’Anp; 2) Elezione del Presidente provinciale; 3) Elezione dei delegati
provinciali al Congresso regionale. Invitiamo tutti gli iscritti a
partecipare a tali assemblee per fornire il loro contributo di idee e di esperienze acquisite in questi anni di
impegnativo lavoro a un dibattito costruttivo. Consulenza legale gratuita per i soci ANP - Avv. Giuseppe Pennisi Il prossimo incontro avrà luogo in data 16.02.12 nella
sede del Liceo Classico M. D’Azeglio, Via Parini 8
- TORINO. Prenota un appuntamento con lui tramite il collega Carlo COLOMBANO
(tel. 389.27.22.366; e-mail: c.colombano@virgilio.it
). LE NUOVE REGOLE PER LE PENSIONI NELLA SCUOLA DAL 2012 Il decreto legge 201/2011 convertito in legge il 22 dicembre 2011, meglio conosciuto come decreto Salva-Italia rappresenta la quarta manovra nel biennio 2010/2011.1 Interviene drasticamente e pesantemente nella materia previdenziale realizzando una riforma dell’intero sistema con modifiche riguardanti sia i requisiti anagrafici e contributivi di accesso alla pensione, sia le modalità di calcolo del trattamento. Prima di illustrare le novità di maggior rilievo è importante ribadire che le stesse non riguardano chi, entro la data del 31 dicembre 2011, abbia maturato i requisiti di accesso alla pensione previsti dalla normativa preesistente. In tal caso sono fatte salve le vecchie regole, sia in riferimento al diritto al pensionamento che alla misura del trattamento. In pratica non sono interessati nella scuola coloro che potevano già dimissionarsi entro il 31.08.2011 e invece hanno deciso di continuare il rapporto di lavoro. I requisiti da possedere entro il 31 dicembre 2011 per mantenere le vecchie regole Pensione di anzianità Raggiungimento, della "quota 96" tra età anagrafica ed età contributiva, purché l’età anagrafica sia di almeno 60 anni e l’anzianità contributiva sia di almeno 35 anni. In pratica è possibile raggiungere quota 96 in due modi (60 anni + 36 di contribuzione, 61 anni + 35 di contribuzione); ferme restando le soglie di età minima e di anzianità contributiva richieste (60 età / 35 contributi), possono concorrere a determinare la somma anche le eventuali frazioni di anno (es: 60 anni e 5 mesi + 35 anni e 7 mesi). Alla luce di quanto rappresentato si deduce che ad un lavoratore della scuola sarebbero sufficienti ad esempio, al 31 Agosto 2011 i seguenti requisiti: età anni 60 e mesi 04 anzianità: anni 35 e mesi 00 per maturare il diritto alla pensione di anzianità. In ultima analisi con i 60 anni non è tassativo il raggiungimento dei 36 anni di contribuzione, se si raggiunge quota 96 nel corso dell’anno solare ottenuta sommando età ed anzianità in anni, mesi e giorni. 40 anni di contribuzione Raggiungimento del limite massimo di anzianità contributiva (40 anni) indipendentemente dall'età anagrafica. Pensione
di vecchiaia Nel sistema retributivo il diritto si consegue con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni per le donne, unitamente ad almeno 20 anni di anzianità contributiva o 15 anni se erano in servizio al 31.12.1992. Nel sistema contributivo si consegue con 65 anni di età e almeno 5 anni di contributi; per le donne, si consegue con 61 anni di età e almeno 5 anni di contributi, purché l'importo da liquidare non sia inferiore a 1,2 volte l'importo dell'assegno sociale. Dirigenti della scuola Qualora i dirigenti intendano seguire la normale procedura prevista dal MIUR e dal CCNL (domanda presentata entro il 28 febbraio), essa dà diritto al pensionamento al primo settembre dello stesso anno. Diverso è il quadro relativo al recesso unilaterale del dirigente previsto dall'articolo 32 del CCNL/2006 e non portato a termine necessariamente al pensionamento. In tal caso, occorre rispettare i termini di preavviso determinati in base all'anzianità di servizio dirigenziale (comma 1), ridotti ad 1/4 in caso di recesso del dirigente (comma 2). I termini di preavviso decorrono dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese (comma 3). Restano ferme in ogni caso le finestre, compresa quella a scorrimento, previste dagli ultimi interventi legislativi. Infine, nell'ipotesi di recesso del dirigente, i requisiti maturati entro il 31.12.2010 danno luogo alla pensione immediata. Se, invece, i requisiti sono maturati dal 1.1.2011 si applica il DL 78/2010, convertito dalla L.122/2010 (finestra a scorrimento in caso di recesso). Certificazione del diritto Chiunque maturi entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente prima della data di entrata in vigore del decreto 201/2011 consegue il diritto alla prestazione pensionistica secondo tale normativa e di tale diritto può chiedere la certificazione all'ente di appartenenza (art. 24, comma 3). Per ottenere la certificazione occorre la presentazione di un’apposita richiesta, indirizzata all’Ente/Amministrazione di appartenenza, nonché alla sede INPDAP competente in base alla sede di servizio. Tale certificazione, in ogni caso non è in alcun modo costitutiva del diritto, ma assume valore meramente dichiarativo dei requisiti anagrafici e di quelli contributivi utili alla pensione. Pertanto nessuna preoccupazione di sorta o corsa all’Istituto previdenziale in tal senso. Il diritto al trattamento pensionistico si acquisisce indipendentemente dalla certificazione dell’Ente di Previdenza. Le nuove regole dal 2012 Nel 2012, si afferma, i pensionati della scuola, per effetto della manovra in questione si conteranno col contagocce. E’ il personale che aveva i requisiti al 31/12/2011 e poteva già cessare dal servizio il 31.08.2011. Per tutti coloro che non rientrano nella situazione appena descritta, e quindi non hanno maturato il diritto, dal 1° gennaio 2012 le regole sono così modificate: Contributivo per tutti Sarà esteso a tutti il sistema contributivo pro rata con inizio dal 01.01.2012. Per l’anzianità maturata anteriormente continua ad applicarsi il metodo di calcolo precedentemente previsto. Sono interessati in pratica quei lavoratori che vantano una anzianità contributiva minima al 31.12.2011 di 34 anni. Non vi sono modifiche per chi non fa valere al 31.12.1995 i 18 anni e per chi è privo di qualsiasi periodo prima di tale data. Costoro sono già trattati con il sistema contributivo. Pensione di vecchiaia Il requisito di età
previsto per la pensione di vecchiaia sale a 66 anni (art. 24, comma 6). Si
deve però tener conto del meccanismo di adeguamento
automatico dei requisiti di accesso alla pensione, previsto dalla manovra del
maggio 2010 in relazione agli incrementi della speranza di vita. Con
l’approvazione del decreto 2001, n. 201, l’adeguamento – prima previsto ogni
3 anni - avverrà ogni 2 anni. Ciò significa che dal 1° gennaio 2013 il
requisito potrà aumentare fino a un massimo di 3mesi;
seguiranno ulteriori incrementi ogni due anni, prevedendo in ogni modo che il
limite minimo sia portato a 67 anni nel 2021. Per le lavoratrici del settore
privato occorrono 62 anni. Tale requisito anagrafico sale a 63 anni e sei mesi a decorrere dal 1° gennaio 2014 con incrementi
graduali per gli anni futuri. Eccezione I lavoratori e lavoratrici che avrebbero maturato i requisiti quota 96 (35 anni di contributi e 61 di età o 60 e 36 di contributi) entro il 31.12.2012 possono maturare la pensione di vecchiaia all’età non inferiore ai 64 anni. Analoga possibilità è prevista per le donne con un’età anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il 31.12.2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni accompagnata dall’età di 60 anni. Pensione anticipata Dal 1° gennaio 2012 non esiste più la pensione di anzianità legata al raggiungimento delle cosiddette “quote”: sarà tuttavia possibile andare in pensione prima del raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia, qualora si abbia un’anzianità contributiva pari a 42 anni e 1 mese - per gli uomini - e di 41 anni e 1 mese per le donne. Tali requisiti contributivi sono aumentati di un ulteriore mese per l’anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall’anno 2014. Penalizzazioni Sono previste tuttavia penalizzazioni per chi lascia il servizio senza aver ancora compiuto 62 anni di età. In pratica, si prevede una riduzione pari a 1 punto percentuale per ogni anno mancante al raggiungimento dei 62 di età. Tale riduzione riguarda la quota di pensione maturata fino al 31 dicembre 2011. La percentuale è di 1 punto per i primi due anni di anticipo ed è elevata a 2 punti percentuali per ogni ulteriore anno (ad esempio, se l’anticipo è di due anni la riduzione è del 2%, se è di tre anni è del 4%, se è di quattro è del 6%). Nel caso in cui l’anticipo sia inferiore all’anno, la riduzione percentuale è proporzionale al numero di mesi (art. 24, comma 10). Per i lavoratori che rientrano nel sistema contributivo puro (primo accredito contributivo successivo al 1° gennaio 1996), il diritto alla pensione anticipata può essere conseguito al compimento del requisito anagrafico di 63 anni, a condizione che siano versati e accreditati in favore dell’assicurato almeno 20 anni di contribuzione effettiva e che gli stessi diano diritto ad una pensione di importo non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale, indicizzato con la media quinquennale del PIL nominale (art. 24, comma 11). Contributivo minimo Nel sistema contributivo il requisito minimo per l’accesso alla pensione, fino ad oggi stabilito in 5 anni di contributi, è innalzato a 20 anni. Finestre mobili Le finestre mobili (cioè l’intervallo di un anno tra la maturazione dei requisiti e l’effettivo accesso al trattamento di pensione) sono abolite, ma in realtà assorbite dall’incremento dell'anzianità anagrafica di pensionamento. Totalizzazione dei periodi assicurativi Tutti i periodi contributivi maturati possono essere lo stesso “totalizzati”, a prescindere dalla loro durata (prima occorreva che fossero di almeno tre anni presso ciascuna gestione previdenziale). Pensionamento forzoso Il collocamento forzoso in pensione che negli anni scorsi ha riguardato chi avesse maturato i limiti di età (65 anni) o di servizio (40 anni di contributi), continuerà ad applicarsi ma, a decorrere dal 1° gennaio 2012, dovrà tenere conto della rideterminazione dei requisiti di accesso al pensionamento come disciplinata dal nuovo decreto (art. 24, comma 20). Opzione per il contributivo (personale femminile) Si prescinde dai nuovi requisiti e
si continua ad applicare i precedenti (35 anni d’anzianità contributiva e 57
anni d’anzianità anagrafica), in via sperimentale fino al 31.12.2015, tali
requisiti riguardano solo le lavoratrici dipendenti che intendono scegliere
per una liquidazione deltrattamento pensionistico secondo le regole di calcolo previste per il
sistema contributivo articolo 1 - comma 9 - della legge n. 243/2004).
L’assegno sarà di almeno il 30% inferiore rispetto a quello che potrebbero percepire più tardi con la pensione di vecchiaia
o anticipata. Giuliano
Coan DOCUMENTO FINALE DEL IX CONGRESSO NAZIONALE ANP La conclusione di un congresso nazionale rappresenta, ogni tre anni, un consuntivo delle cose fatte ed un progetto per il triennio successivo. Richiede quindi l’espressione di un programma politico e l’assunzione degli impegni necessari a realizzarlo. A conclusione del suo IX Congresso Nazionale, l’Anp individua nella relazione introduttiva e nella sintesi finale del suo presidente Giorgio Rembado i contenuti e gli obiettivi di politica associativa e sindacale per i prossimi anni. Dà quindi mandato alla presidenza nazionale di sviluppare con coerenza il progetto delineato, aggiornando periodicamente le scelte operative conseguenti, e recependo a tal fine anche le indicazioni che dovessero venire dal Consiglio Nazionale. In particolare, il Congresso esprime i seguenti indirizzi: 1. Linee di azione associativa per i prossimi anni Nella pausa forzata della contrattazione fino al 2014, l’Anp lavorerà per rendere agibili tutti gli spazi di confronto con il decisore politico, sia per pervenire – ove le condizioni lo consentano – ad una riapertura del tavolo negoziale, sia per preparare – in ogni caso – le migliori condizioni per tornare a quel tavolo con ancor maggiore prestigio e forza rappresentativa. Per far questo, svilupperà il lavoro sindacale su due dimensioni parallele: quella del consolidamento della propria identità culturale, come soggetto di riferimento nel panorama del dibattito sulla scuola, e quella dell’aumento del peso rappresentativo. Questa seconda finalità sarà
perseguita innanzitutto attraverso il contrasto al fenomeno delle doppie
deleghe, che deve vedere impegnate in primo luogo le
strutture territoriali in un’azione incessante di comunicazione e di convincimento.
In aggiunta, andrà proseguita e rafforzata l’azione di fidelizzazione
dei candidati al concorso attualmente in atto, per
far sì che quanti più possibile di loro entrino a far
parte dell’Associazione già prima della conclusione delle prove o almeno
subito dopo l’assunzione nella funzione. Accanto a questa linea di azione più propriamente sindacale, l’Anp intende procedere nella attività, già intensamente svolta negli anni precedenti, per la formazione di dirigenti e docenti. Per i dirigenti si indica come tema prevalente quello del ripensamento della funzione dirigenziale alla luce delle trasformazioni in atto nella struttura della rete scolastica, che incideranno sulle condizioni in cui l’attività viene prestata. non meno che sugli strumenti professionali necessari per meta-dirigere con efficacia istituzioni scolastiche di grandi dimensioni e di accresciuta complessità. Per i docenti, una volta esaurita l’attuale fase di preparazione al concorso per dirigenti, si ritiene necessario rivolgere l’attenzione ai temi necessari per sostenere la professionalità del bravo docente e l’acquisizione delle competenze più utili per l’esercizio di quelle funzioni di middle management che saranno sempre più necessarie per far funzionare le scuole nei prossimi anni. Deve proseguire l’azione di rinnovamento dei quadri territoriali dell’associazione, per sostenere lo sforzo organizzativo necessario a realizzare gli obiettivi indicati dal Congresso. Questo richiede l’impegno delle strutture locali, chiamate nei prossimi mesi a rinnovare i propri vertici. Il lavoro delle strutture decentrate sarà accompagnato e sostenuto con costanza dalla sede nazionale, attraverso la progettazione e l’attuazione di sistematici incontri di informazione / formazione (“scuola quadri”) sui temi che di volta in volta richiederanno l’attenzione associativa. L’Anp è impegnata a proporre e sostenere in tutte le sedi di dibattito e di decisione la costituzione di Conferenze delle autonomie, come sede istituzionale di confronto e di collaborazione fra la rappresentanza delle scuole e quella degli Enti Locali. Si tratta di uno spazio la cui utilità appare ormai evidente e per il quale occorreranno interventi normativi ed un passaggio in Conferenza unificata Stato-Regioni. I tempi saranno prevedibilmente non brevi, ma sul progetto occorre cominciare a lavorare da subito. L’Anp è consapevole che i prossimi mesi vedranno in carica un governo “tecnico”, con un limitato lasso di tempo davanti a sé. Ritiene però che questo non sia di ostacolo ad un programma di manutenzione dell’esistente. Non vi è alcun bisogno di una nuova “grande riforma”: è urgente invece passare all’attuazione di quelle esistenti. I cinque punti dell’agenda per la scuola che devono essere proposti al Ministro sono: a) dare piena attuazione all’autonomia scolastica; e quindi: ‐ non adottare nuove riforme ordinamentali, ma attuare quelle esistenti ‐ governare le scuole attraverso obiettivi chiari, risorse certe, monitoraggio dei risultati ‐ azzerare le norme e le prassi di governo centralistico, che vuol dire: ‐ valutare i risultati e non le procedure ‐ responsabilizzare dirigenti e docenti attraverso la valutazione ‐ rimettere alle scuole: contenuti, tempi e metodi dell’insegnamento ‐ con il solo vincolo di raggiungere gli standard minimi assegnati ‐ con l’ulteriore vincolo di avere il 20% degli studenti sopra i minimi ‐ con verifiche regolari dei livelli di apprendimento tramite INVALSI ‐ con l’obbligo di adottare un piano di rientro triennale per chi non raggiunge gli standard ‐ chiamata diretta del personale su albi professionali ‐ iniziando subito da quello a tempo determinato (supplenti annuali e temporanei) ‐ valutazione di tutti i principali aspetti del sistema di istruzione ‐ le scuole ‐ il personale ‐ gli apprendimenti b) introdurre cambiamenti non più rinviabili nella gestione del personale: ‐ chiamata diretta da parte delle scuole ‐ valutazione regolare delle prestazioni professionali ‐ carriera retributiva per livelli, connessa alla valutazione
‐ accesso
a funzioni intermedie e superiori solo per chi è
stato valutato positivamente ‐ adozione di un codice deontologico c) cambio di paradigma nelle modalità del finanziamento pubblico delle scuole ‐ avviare un’inversione di tendenza rispetto alla progressiva falcidie delle risorse ‐ finanziare le scuole su base capitaria e certa ‐ attribuire tutte le risorse senza vincoli di destinazione (come da legge 59/97, finora sempre aggirata) ‐ emanazione di un regolamento di contabilità aggiornato, migliorando la bozza già pronta d) maggiore responsabilizzazione dei dirigenti delle scuole: ‐ valutazione su obiettivi assegnati e risultati ottenuti ‐ poteri di gestione su tutte le risorse a disposizione della scuola ‐ piena responsabilità per l’attribuzione dei compensi accessori al personale ‐ avvio di una sostanziale equiparazione retributiva interna ed esterna e) portare a conclusione i concorsi in atto entro l’estate 2012 ‐ concorso per dirigenti tecnici, che si trascina ormai da anni ‐ indispensabile per avviare un servizio di valutazione ‐ concorso per dirigenti scolastici ‐ per coprire le oltre 2000 sedi già oggi vacanti ‐ per evitare il tracollo organizzativo delle scuole ‐ assicurare il rispetto dei tempi da parte delle commissioni di esame ‐ non cedere alle spinte di gruppi di pressione costituiti per uno slittamento ‐ (offrirebbe più tempo per la presentazione di ricorsi al TAR) 2. Ricostruire il “benessere” professionale attraverso il rilancio dell’orgoglio di appartenenza Il disagio professionale nasce da cause oggettive, quali i crescenti carichi di lavoro o la perdurante disparità retributiva rispetto ad altre dirigenze ed alle professioni intellettuali in genere. Ma non si supera auspicando condizioni di contesto che non sono realisticamente disponibili, né tanto meno soffermandosi a considerarlo con sfiducia ed amarezza prive di prospettiva. Una categoria di dirigenti è tale prima di tutto per la capacità culturale di non rimanere prigioniera di una visione negativa. I dirigenti ed i docenti che fanno parte di Anp devono ritrovare in se stessi e nei valori dell’Associazione l’orgoglio della funzione che svolgono e la consapevolezza che il loro lavoro fa crescere le intelligenze e le coscienze dei giovani, principale risorsa per la futura rinascita del nostro paese. Un tale atteggiamento si alimenta della condivisione di convinzioni e di atteggiamenti professionali alti, quali la ricerca del merito a tutti i livelli e la richiesta di una valutazione che porti alla luce il proprio valore. Esso trarrà forza nei prossimi mesi da altre importanti iniziative, che il IX Congresso affida alla dirigenza nazionale. Tali sono l’adozione di un codice deontologico delle nostre professioni e l’elaborazione di un Manifesto per la scuola: uno sforzo che chiamerà a raccolta le migliori intelligenze dell’Anp e di quanti vorranno con essa collaborare in questa sfida. 3. Un codice deontologico della professione dirigente e di quella docente Ricostruire un’identità culturale
ed etica della professione, intorno a cui riconoscersi, è un obiettivo degno
di essere assunto da parte di una associazione come
la nostra. Per troppo tempo si è ritenuto di poterne fare a meno, quasi che
la competenza tecnica potesse assorbire e surrogare
tutte le altre dimensioni dell’agire nella scuola. Nell’afasia del
committente educativo nazionale, che ha rinunciato ad esercitare il mandato,
conservandone solo i privilegi ma dismettendone
silenziosamente l’ethos, i singoli sono stati indotti ad offrire di quel
mandato la propria interpretazione individuale. Molti
di loro lo hanno fatto e lo fanno egregiamente: ma non basta. Se ciascun
singolo è posto nella condizione di render conto di persona della propria
etica e dei propri assunti, la credibilità della
scuola come istituzione collettiva si frantuma. E
l’autorevolezza del mandato si connette inevitabilmente alla dimensione
solitaria di chi se ne fa interprete, anziché ad un sistema riconoscibile e
riconosciuto, e perciò stesso autorevole. I tanti che svolgono il proprio lavoro con scienza e con passione sono i più danneggiati da questa situazione, in quanto il loro prestigio risulta inevitabilmente quello “medio” che l’opinione pubblica meno avvertita tende ad attribuire alla scuola nel suo complesso. Quella scuola in cui purtroppo operano anche altri che, per insensibilità etica o psicologica nei confronti dei propri doveri e dei diritti dei propri alunni, hanno poco a poco consumato un tradimento dei chierici di cui soffre l’intera comunità. Non è al contratto che si può affidare il compito di porre rimedio a questo stato di cose: gli interessi in gioco riguardano la collettività ed in particolare i più giovani fra i suoi cittadini, quelli che ai tavoli sindacali non hanno voce, ma che rappresentano la nostra proiezione nel futuro. Dovrebbe essere il legislatore a farsene carico; oppure, come del resto accade in altre professioni eticamente sensibili, un’associazione o un ordine professionale. Il Congresso ritiene che questo compito meriti di essere assunto dall’Anp: come contributo a ricostruire l’immagine delle nostre professioni, ma anche come segno di appartenenza ad una visione alta della scuola, in cui altri possano riconoscersi anche al di fuori del nostro perimetro associativo. Dà quindi mandato alla presidenza nazionale di affidare il compito alle migliori intelligenze disponibili nel campo della dirigenza e della docenza, anche eventualmente esterne. Demanda fin d’ora al Consiglio Nazionale la formale adozione del codice. 4. Un Manifesto per la scuola Noi, dirigenti e docenti della scuola italiana, crediamo che essa non possa svolgere efficacemente la sua funzione in assenza di un mandato educativo riconoscibile e condiviso. Tale mandato, un tempo espresso dallo Stato centrale, è da troppo tempo indebolito e reso invisibile agli occhi stessi dei suoi protagonisti e dei destinatari del servizio. 5 Una istituzione sociale a vocazione formativa deve avere un messaggio da proporre a coloro che la abitano: non può affidarsi né al sentire implicito della comunità, ormai affievolito, né all’interpretazione individuale che di esso possono fornire i singoli attori. Lo hanno ben compreso le scuole paritarie non statali, che del mandato educativo dichiarato fanno uno dei propri punti di forza e la base del patto con i propri utenti. Quello che noi rivendichiamo alla scuola di tutti è il diritto ed il dovere di fare altrettanto, offrendo finalmente una risposta esplicita alla muta domanda di senso che attraversa ogni giorno le nostre aule. I nostri ragazzi si attendono da noi qualcosa di più che la trasmissione di saperi e l’acquisizione di competenze spendibili nel lavoro: ci chiedono una ragione per credere in quel che diciamo ed esigono comportamenti coerenti con quelle parole. Quella che si rivolge a noi è una domanda di autenticità educativa, di valori alti che interpellino le coscienze e rendano la scuola una esperienza degna di essere vissuta e non solo un luogo di aggregazione primaria. Non è lecito alla scuola di tutti farsi colonizzare da alcuna ideologia di parte: ma non le può essere consentito di rimanere vuota di significati ed obiettivi alti. Questi valori laici in cui tutti si possano riconoscere, sono in primo luogo i valori della nostra Costituzione. Subito dopo, viene quel patrimonio di etica civile nutrito di un umanesimo moderno, di cui siamo debitori alla nostra migliore tradizione educativa. Questo patrimonio noi oggi vogliamo
dichiararlo come base di un rinnovato patto fra il paese e la propria scuola.
Vogliamo che diventi il punto di incontro ideale di
quanti credono che nelle nostre aule sia ancora possibile offrire risposta
alle domande esistenziali che attraversano la vita dei futuri cittadini. E il punto di partenza per un rinnovato impegno comune nei
confronti del nostro paese. Per questo affidiamo
alla presidenza nazionale il mandato di redigere un Manifesto per la scuola,
ispirato alle idee ed ai valori consolidati nel nostro patrimonio culturale. Il Manifesto, una volta redatto, sarà adottato dal Consiglio Nazionale, nella prima seduta utile. Fiuggi, 4 dicembre 2011 COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI E COLLEGIO DEI PROBIVIRI Il IX Congresso nazionale dell’Anp il 4 dicembre 2011 ha eletto il Collegio dei Revisori dei conti e il Collegio dei Probiviri, come di seguito riportati: COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI 1 AGOSTINO MIELE, Dirigente, Componente effettivo 2 SALVATORE D'AGOSTINO, Dirigente, Componente effettivo 3 ALESSANDRA BIONDI, Docente, Componente effettivo 4 ALBERTO MATANO Dirigente, Componente supplente COLLEGIO DEI PROBIVIRI 1 ANTONELLO GIANNELLI, Dirigente, Componente effettivo 2 LUISA GIORDANI, Docente, Componente effettivo 3 IVANA URAS, Dirigente, Componente effettivo 4 LAURA TRINGALI, Dirigente, Componente effettivo 5 GIOVANNI PAOLUCCI, Dirigente, Componente effettivo 6 MAURA ZINI, Docente, Componente supplente 7 MICHELE TOTARO, Dirigente, Componente supplente INIZIATIVA DELLA STRUTTURA PIEMONTESE
DELL’ANP PER LA SICUREZZA In questi ultimi anni nel territorio piemontese sono state sviluppate iniziative di informazione e di formazione sulla sicurezza nelle scuole, rivolte al personale in generale e alle figure sensibili in particolare. In questo quadro si inserisce anche l’iniziativa, messa in atto dall’ANP piemontese, che, in stretta collaborazione con lo Studio Ing. PIERI, sta organizzando una serie di corsi sui temi della sicurezza. Gli aspetti interessanti della iniziativa ANP sono senza dubbio l’economicità, la distribuzione sul territorio, la professionalità degli esperti e la garanzia di un pieno riconoscimento degli attestati di partecipazione rilasciati dopo il superamento del test al termine del percorso di formazione e di aggiornamento così come richiesto dal T.U. 81/08. Per l’attivazione dei corsi sul territorio, le scuole interessate possono prendere contatto con il Presidente ANP Sezione interprovinciale di Vercelli, Biella, Novara all’indirizzo g.taverna@libero.it. Si
propongono i seguenti corsi, la cui attivazione potrà avvenire soltanto al
raggiungimento del numero minimo necessario:
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:: altri link :.. |
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Sezione regionale ANP del Piemonte Convenzione ANP CIDA - Deutsche Bank: la proposta
della filiale Deutsche Bank
di Biella presentazione (PDF, 60kB) brochure (PDF, 84 kB) Per
informazioni: Consulente
Clienti Privati: Sig.ra Paola Re |
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:: la rivista :.. |
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